Lettera dell'editore | Palabanda
15853
page-template-default,page,page-id-15853,ajax_fade,page_not_loaded,,columns-4,qode-theme-ver-10.0,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

Lettera dell’editore

PERCHÈ PALABANDA?

Qualcuno mi ha domandato se si sentiva il bisogno di una nuova casa editrice.

Di una nuova casa editrice forse no, ma di una vera casa editrice certamente sì.

L’editoria di oggi è allo sbando per colpa di scelte miopi e paurose, del parassitismo nei confronti dei finanziamenti pubblici, della cattiva comunicazione, della mancanza di fantasia. Finora le case editrici hanno sopravvissuto grazie all’erogazione di denaro da parte delle istituzioni, ma questo sistema ha generato clientelismo e ha fatto scadere la cultura a mera propaganda, con un grave livellamento verso il basso dei contenuti. Questo perverso meccanismo culturale ha portato alla ribalta la disonestà, l’ipocrisia, la falsità, la mancanza di valori dei suoi operatori. L’editoria è stata affossata dalle prebende politiche, e adesso le case editrici lottano per spartirsi una fetta di finanziamento, senza la minima idea di come si porta avanti un’impresa.

Mancano gli editori di una volta, veri imprenditori che investivano in cultura correndo dei rischi col proprio denaro.

Palabanda è un atto di ribellione contro l’editoria corrente. È uno strumento per dimostrare che si può continuare a fare cultura mentre i grandi gruppi licenziano. Le grandi case editrici oggi sono aziende che si muovono in base a logiche di mercato, del tutto meccaniche. Si occupano dei nomi di cassetta, perché hanno costi elevati da sostenere. Non si occupano dei piccoli bacini culturali, che invece hanno necessità di essere riscoperti.

Palabanda è una casa editrice libera e diversa. La sua diversità è il coraggio.

I periodi di crisi sono momenti di opportunità per chi ha coraggio. Questo è il momento giusto per le imprese azzardate. Oggi il mondo non è fatto per quelli che hanno paura. Fare impresa non è mai un progetto del tutto razionale: se dovesse prevalere solo la ragione, finiremmo paralizzati dai segnali che scoraggiano qualsiasi azione. Invece fare impresa è un miscuglio di razionalità e incoscienza. Per perseguire i propri sogni occorre agire e lasciarsi guidare dal pensiero laterale.

Come non ha stima dell’editoria dei finanziamenti pubblici, così Palabanda disprezza l’editoria a pagamento, quella sostenuta dai soldi degli autori. Io ho la ferma intenzione di fare l’editore, non il tipografo. Voglio investire nell’autore in cui credo. Chiedere a uno scrittore sconosciuto di versare anche un solo euro per far pubblicare il proprio libro non è editoria: è una truffa. Al contrario, è importante lasciarsi guidare dall’intuito, scoprire talenti e investire su di loro.

Palabanda è un progetto politico e culturale. Vogliamo pubblicare opere di pregio che non hanno avuto la fortuna di essere capite, e opere straniere che faticano ad arrivare in Italia. Coi nostri libri ci proponiamo di far luce su una storia della Sardegna che è stata dimenticata o che è rimasta in ombra. Pubblicheremo storie che raccontano di un’isola inserita in un contesto europeo, attraverso le vicende di persone normali ma eccezionali, come gli imprenditori del passato.

Per noi di Palabanda è importante insegnare come si sceglie e come si legge un libro. La nostra mission è: fare libri che durino nel tempo e accompagnare lo scrittore dalla stesura alla promozione. Pubblicheremo in cartaceo, ebook e audio book, perché i nostri libri devono essere ovunque, alla portata di chiunque. Manterremo i prezzi dei libri il più bassi possibile, perché le nostre pubblicazioni devono agevolare la lettura mantenendo il giusto margine per la casa editrice.

C’è bisogno di un’editoria che torni alle origini. Ecco perché è nata Palabanda.

 

Maria Gabriella Ranno